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mercoledì 11 aprile 2012

Coppa Petrella XIV

COPPA PETRELLA  - LA SUA STORIA, LA NOSTRA STORIA


Ringraziando della disponibilità il suo patron e mentore Sante Pollastri, ecco finalmente a grandissima richiesta la vera e autentica storia di com'è nata, cresciuta e di come si è emancipata quella che è attualmente la coppa più ambita da tutto il panorama di Hattrick. Il nostro inviato RayAllen34 ha raccolto la testimonianza che riportiamo qui integralmente, proprio mentre si scaldano i motori per la nuova combattutissima edizione che avrà inizio martedì 17 aprile nelle lardellate terre di Cremona (per chi non la trovasse sulle cartine geografiche, veda la voce Milano).


- Perchè è nata la Petrella? Che ricordi hai delle prime edizioni?
La Petrella è nata come torneo amichevole per vedere chi ce lo aveva più lungo fra noi amici. Nella prima edizione eravamo soltanto sei, facemmo un inguardabile girone all'italiana. Vinse la Dinamo Scrocco, ma già si vedeva che la Stoppardi prometteva benissimo.
Io, kama, mpingitore e jurij vivevamo assieme a Firenze, erano gli anni universitari, eravamo giovani e avevamo gli occhi belli: abitavamo appunto in via Petrella 10, casa di perdizione e cazzeggio perpetuo, vero punto di riferimento del quartiere. Andò da sè che, una volta lasciata la casa e dispersi in altre avventure, ebbi l'idea di commemorarla con un torneo. E quale migliore occasione di una coppa privata su Hattrick? Mi parve logico e scontato, e da lì forse iniziò la nostra mania per questo giochino maledetto...

- Raccontaci un momento rimasto scolpito nella storia del gruppo originario
La Coppa ha vissuto diverse fasi. Le prime tre coppe sono state disputate con un numero relativamente basso di partecipanti, massimo 24 se non sbaglio, e la coppa non aveva ancora tutto il blasone che avrebbe poi acquisito in futuro. Basti pensare che veniva disputata essenzialmente con le riserve, una bestemmia a pensarci adesso. E infatti c'è chi ancora soca per una sconfitta in finale contro l'AC Springfield Simpson (al tempo gestita dal nipote di Castagnaccio che aveva dieci anni) che gli avrebbe evitato le perculate degli anni successivi.
Poi ci sono le edizioni dalla quarta all’ottava, quelle che a mio avviso hanno raggiunto il livello di gasamento più elevato mai registrato. Usavamo hattrix-cupmanager, che aveva al proprio interno un muro dove poter lasciare i commenti. Un vero delirio! C’erano manager come furetto, pete, Alfie, ma anche tutti gli altri partecipanti, che scrivevano una quantità di cazzate e polemiche da non credere! Era un vero divertimento, una cosa incredibile a ripensarci adesso! Interi pomeriggi passati a creare contestazioni, manifestazioni, orazioni pubbliche, dichiarazioni al vetriolo per il semplice scopo di creare polemica. E tutti dietro a inseguirsi a chi le sparava più grosse, ma con una capacità di creare situazioni e romanzare la coppa veramente ma veramente notevole.
Ricordo una manifestazione nel centro di Firenze per chiedere la sconfitta a tavolino di una squadra che non ricordo (ma sicuramente era la Stoppardi): bene, andammo avanti per almeno dodici ore a coprirci di insulti e prese in giro. Ripeto, credo che quello sia stato il momento di massimo coinvolgimento, culminato con la finalissima fra me e mammuth: che spettacolo quella settimana! Ancora oggi credo che la scorrettezza e la paraculaggine raggiunte dal preistorico in quella occasione siano un qualcosa che non dimenticherò mai. Arrivò addirittura a mandarmi degli sms nei quali si scusava perchè rilanciava su tutti i polli che provavo a comprare! A proposito (perchè il flusso dei ricordi sgorga spontaneo): come dimenticare l’acquisto di Diepenbrock ad parte di ErreA contro Vezzo nella semifinale della coppa Petrella IV? Credo che sia proprio da quel momento che la Petrella non sia più stata quello che era prima. E’ questo forse l’evento più importante successo in quel periodo. Da lì l’agonismo si fece assoluto, spietato, ma sempre condito da quella dose di cazzeggio e prese in giro feroci che ci hanno sempre caratterizzato anche in federazione.
Poi ci sono le edizioni dall’ottava in poi, nella quale la Petrella è diventata quello che è adesso, e cioè una delle coppe meglio organizzate e riuscite di tutto il movimento nazionale. E’ stata l’era del Deportivo Donkaiserzauker, del cannibale, la squadra che più di tutte rappresenta la leggenda della competizione. Gli editoriali (anche grazie al ricambio redazionale e a nuove e gustose idee nella sua realizzazione) sono diventati spettacolari, qualitativamente sopraffini, il coinvolgimento non è mutato, ma si è fatto sempre più aspro. Dire che la Petrella è una coppa come le altre è dire il falso, vuol dire non averla mai veramente giocata fino in fondo.

- Ma com'era quell'appartamento in via Petrella?
istantanea della casa natia della Coppa Petrella
Una sala giochi naturalmente. Le donne ci entravano a sprazzi e soltanto quando strettamente necessario. Abbiamo fatto di tutto, dalle maratone del Signore degli Anelli fino alle feste a tema, dalle cazzate più esagerate al trasporto divani in strada. Non ci siamo fatti mancare nulla, ce la siamo goduta e la cosa veramente importante è che siamo ancora tutti amici a distanza di dieci anni. Creare una coppa era la cosa più logica da fare per rivivere e rendere indelebile quel periodo.



- Due parole su ogni campione, e sulle relative edizioni. Soprattutto sul cannibale Donzauker e sui pluricampioni Schicchi e Scrocco
La Dinamo Scrocco è sempre stata una squadra signorile. Molto attiva durante le edizioni che ha partecipato con più “sentimento”, ma sempre all’insegna dello stile Juve che il suo presidente aveva voluto conferirgli. Ha avuto la fortuna di essere un giocatore “anziano” rispetto ai suoi competitors nelle prime edizioni, anche se la conferma della settima edizione l’ha portata nella leggenda. Sul cannibale c’è poco da dire: ha sempre onorato al massimo la competizione, rischiando giocatori e infortuni, per poter dimostrare a tutti che lui era il più forte. Conosco personalmente il donz da molti anni e posso assicurare che non gli piace arrivare secondo. Quando fa una cosa cerca di farla al massimo e mi pare naturale che il Depor, a distanza di anni da quando abbiamo iniziato, sia adesso in seconda serie. Se lo merita.
un ricordo della dodicesima edizione
La Dinamo Schicchi la odierò per sempre: mi ha tolto la coppa da sotto il naso, in una finale epica che comunque è stata una vera goduria aver giocato contro di loro. Mammuth è stato uno dei manager più importanti per la Petrella e per la federazione, per la sua crescita e il suo fomentamento, essere sconfitto da lui è stato uno smacco indelebile, una socata che ancora oggi accuso quando la ripenso. Ma è andata così e da un certo punto di vista mi sono forse diventito di più. Sugli altri vincitori come non ricordare l’Ac Springfield Simpson, che ho già citato, perchè gestita da un bambino ai tempi nei quali la coppa non era certo quello che era adesso, oppure i Loss Eleven, sempre presenti e colonna portante della federazione. 
Barry Fc ha vinto un’edizione a dir poco rocambolesca, ma Ray Allen se la meritava per come ha sempre cercato di navigare nel nostro spam con la bandiera ben alta verso il gasamento. Anche se due parole speciali le vorrei spendere per Sine, manager dei Ballanza Team: ha vissuto solo per un periodo la fed in modo attivo, veramente partecipe, ma è stata una presenza che anche adesso rimpiango. Che estro e che scintille fra lui, Vezzo, ErreA, mammuth, Castagnaccio, Falcinho, ma quanti ne dimentico adesso, quanti sono stati fondamentali per la federazione e per la riuscita di questa coppa! Veramente, a ripensarci mi viene da ridere per tutto il tempo che gli abbiamo dedicato, io forse più di tutti mettendo in piedi questo baraccone ogni quattro mesi insieme all’aiuto preziosissimo di Jurij.

- Qual è l'edizione cui sei particolarmente legato? La più bella?
E’ come chiedere a un padre quale figlio ama di più, non è possibile rispondere. Posso ripetere quello che ho detto precedentemente, e cioè che ogni fase è stata bella ed è bella a modo suo. Certo che avendo visto crescere questa coppa non posso che essere legato alle prime edizioni, quelle della consacrazione. Ma direi una bugia se dicessi che non sono legato a tutte le edizioni fin qui disputate.
l'amore a volte incestuoso per la Petrella
Ricordo il primo walkover fatto da lucaparo nella quarta edizione con piacere: eravamo in cucina insieme, lui pronto con birra e sigarette davanti al pc aspettando il calcio d’inizio dell’ultimo decisivo turno del girone: uno spasso vedere la sua faccia quando nella cronaca si materializzò il walkover! Oppure la mattanza fra Schicchi e Raccattati, con la squadra di mammuth ridotta in sette uomini per le mazzate che si erano dati i giocatori in campo! Ma soprattutto la prima storica sconfitta durante la terza edizione della Dinamo Scrocco per mano dell’Fc Blues di pete con un improbabile 3-5-2 contropiede. Ecco l’attacco di quell’editoriale: “E’ successo: la notizia del giorno rimbomba tra i canyon lucani alle 21. Fc Blues 2008 fa fuori la squadra favorita, quella Dinamo Scrocco detentrice da due stagioni del trofeo, facendo sobbalzare le radioline dei tifosi di tutte le altre squadre promosse ai quarti.” Che spettacolo e che risate!!! Ma comunque no, non esiste un’edizione a cui sono particolarmente legato... o forse la semifinale contro i grosseto city ramblers dopo la quale giocata fu ribattezzato socata! Vabbè, di episodi ce ne sono talmente tanti che neanche li ricordo tutti...

- Buttaci lì un paio di partite, di giocatori, di manager che sintetizzano la bellezza della Petrella.
La bellezza della Petrella non la fanno nè le partite, nè i giocatori, nè i manager, nè le ht-stats. La bellezza della Petrella è fatta dal gasamento dei suoi partecipanti, sia che siano di decima che di seconda, della loro voglia di percularsi, di aggredirsi, di attaccarsi col sorriso sulle labbra, col massimo agonismo ma anche con la massima paraculaggine. E’ romanzare le situazioni, dare vita ai giocatori, agli spogliatoi, ai tifosi, ai luoghi. Il rifugio di Heidi, i canyon lucani, Pereda, Maggiore, Nardinocchi (memorabile il “se saltocchi muore Nardinocchi” di un altro manager che ha fatto la storia come Daveth). La Petrella è sempre stato quello, poi le stats, le tattiche e i giocatori sono venuti di conseguenza.
E’ il gasamento la forza più potente di tutte, una volta che mancherà quello, mancherà la benzina nel motore. Ma quel momento mi pare ancora parecchio lontano...



Petrella is burning
Sorteggio live mercoledì 11 ore 21.00: CLICCA QUI
A seguire gironi e accoppiamenti (occhio a lucaparo): CLICCA QUO
Non sei abbastanza gasato?: CLICCA QUA

mercoledì 7 marzo 2012

Il Pagellone della Coppa Petrella XIII

Quando ormai nessuno ci sperava più, quanto la Petrella XIII stava per andare nel dimenticatoio, quando le maestranze della Redazione Petrelliana erano già in bermuda al Poetto, un ultimo colpo di classe redazionale ha portato a riunire in seduta plenaria le più grandi menti che il giornalistmo d'avanguardia abbia mai visto. 
Cosa nè è uscito? Beh, fumo, alcool, mignotte della zona a fiumi e tanto gas.
Ah sì, come effetto collaterale ha prodotto la pagella della Petrella.



AC Ma.gia
Il poeta vate Mirari parte male in Petrella, perdendo contro la seconda squadra di diegoth, gnak gnak& ndapukkiak in una partita spettacolare finita 5-3. Ma lo sanno tutti che i poeti sono dei diesel: a loro serve il loro tempo per comporre rime perfette. Infatti AC Ma.gia si riprende e infila due vittorie schiaccianti di fila, finendo il girone a 6 punti in seconda posizione. Mirari presenta una squadra votata all’attacco, che segna gol a ripetizione e che riesce a spedire a casa cittàdibaveno ai sedicesimi, ma purtroppo agli ottavi si fa annichilire dal giurassico sardo, che si laureerà campione di questa edizione. Arrembante. voto 7

A.C. LEVO
Nel gruppo 11 ci sono stati problemi di sovragasamento (e doping), con 3 squadre a quota 6 punti e solo la differenza reti a stabilire chi avesse diritto a passare il turno. Uno di questi gasatori folli è ildruido, che si laurea comunque primo del girone e si ritrova catapultato ai sedicesimi. Lagnagna potenzialmente è insidiosa per chiunque, ma non per ildruido che ci dà dentro di diritto e di rovescio, sbattendole in faccia un 6-0 che non ammette repliche. Il turno successivo presenta il neo-gasatore kalleidos come avversario, ma la cavalcata continua con un trionfale 8-0 fino ai quarti di finale. Il quarto con Bluff Country è stato una splendida sfida scacchistica fra i due allenatori, terminata 5-5 nei tempi regolari, e solo il golden gol ha negato l’accesso alla semifinale dell’ottima A.C. LEVO.  Schiacciasassi. voto 8


annikilator
Una delle sorprese più belle di questa edizione. Di entrare in punta di piedi non gli passa manco per la testa, fa bottino pieno nel girone con una sola rete al passivo, poi comincia il rapporto odi et amo con JR. Scula un po’ contro Don Carluccio (Rocca Petrosa del Temporale), poi tiene fede al nome dato alla squadra e annikilisce Timber F.C. agli ottavi. L’impegno profuso viene premiato da John, che gli strizza l’occhio in occasione dei quarti, superati ai danni dell’ottimo Sine e del suo Ballanza Team. Ma il credito con la fortuna ormai è finito, e il conto, salatissimo, lo paga in semifinale contro SirFly che gli soffia da sotto il naso l’opportunità di giocarsi la finalissima con la corazzata Schicchi. La fortuna gli volta le spalle, e lui fa lo stesso con gli elefanti indiani: mossa incauta secondo molti, ma ci piace pensare che l’intento fosse quello di entrare in contatto intimo coi pachidermi proprio per poter avere in futuro più elementi per contrastare lo strapotere mammuthiano. Nel complesso, un’esordio in Petrella davvero da incorniciare, un cammino a cazzo ritto che siamo convinti potrà ripercorrere nelle prossime edizioni. Ganesha. voto 8


Ballanza Team
Stende Fantamaniacs, appende lo scalpo indiano alla sua cintura, ma perde di un soffio contro annikilator dopo essersi accorto troppo tardi di non essere in azienda ad insaccare salumi. L’impressione è che Sine non fosse comunque sazio, e che avrebbe potuto arrivare fino in fondo senza questa sbadataggine. Si consola con 6 pregiati cotechini: le gambe di tre avversari.  Macellaio. voto 7,5


Bandula
Un cammino ineccepibile, quello a Palermo, per il manager lombardo, che conquista un traguardo storico a molti ancora sconosciuto: le semifinali, che lo proiettano di diritto dal ruolo di possibile outsider a quello di testa di serie... se non fosse che con l’introduzione del sorteggio integrale non gli servirà a molto, sarà come fregiarsi di un titolo nobiliare: fico quanto uscire con Belen, inutile quanto offrirle una sontuosa cena e non trombarla.
Il suo cammino si interrompe solo di fronte all’invincibile armata mammuthiana alla quale non ha comunque reso le armi prima di giocare. Principino. voto 9

Blue Steel
Uscito alla grande da un girone agguerrito, otto si regala anche il set contro i Gonzi di caricca e si proietta ventre a terra verso gli ottavi, dove affronta Bluff Country. E qui c’è poco da fare, con il nobile gasatore che sfodera un centrocampo tale da lasciare impietrito perfino Zoolander. L’avventura di otto si ferma qua, lasciando strada al vicecampione. Discreta Petrella, ma di acuti non c’è traccia.  voto 6


Bluff Country
Un cammino perfetto, quello di SirFly, interrotto proprio sul finale ad opera di mammuth. Specialista nell'arrivare in fondo alla competizione, la Bluff Country è ormai a pieno titolo la Germania della Petrella. Un’esperienza che rischia di ossessionare SirFly così profondamente che il manager non riesce più a fare a meno di urlare in preda a convulsioni e spasmi incontrollati ogni volta che gli capita di vedere un grosso proboscidato dal lungo manto peloso ornato da rifiniture rossoblù; cosa che gli accade piuttosto spesso. Se non altro finché non la pianterà con la ketamina. Coito interrotto. voto 9


Cittadibaveno
Cittadibaveno parte col vento in poppa: il girone viene dominato agevolmente e chiuso a punteggio pieno. La squadra del buon Giu87 distribuisce sonori pattoni a chiunque gli si pari davanti: 5-1 contro è n’amica, 5-0 contro il futuro finalista Bluff Country, addirittura 10-0 contro i Ghiozzi del Greppi del povero Diegoth, cui all’uscita dallo stadio non rimanevano neanche le k. La squadra c’era, il manager pure, l’esperienza anche: il pacco perfetto. Infatti Cittadibaveno se ne torna a casa appena le cose si fanno serie. Mirari lo spedisce a casa con un secco 3-1: altri poeti canteranno le gesta di Cittadibaveno.Delusione. voto 5


Dinamo Schicchi
Chi vince ha sempre ragione. Vorremmo trovare un appunto giusto per fare i “complimenti, ma...”, però purtroppo non troviamo appigli sui quali attaccarci (no luca, non vogliamo che ce lo offra tu l’appiglio!). Potremmo giusto giusto fare polemica sterile sul suo pianginismo contro il sorteggio integrale, ma se ben guardiamo questo gli ha permesso di eliminare praticamente tutti i contendenti al titolo, incontrando già nel girone le sue belle gatte da pelare, ma procedendo a suon di gol e hatstats. Un po’ come il Cagliari prima che raggiunga quota salvezza. Neppure l’assenza del deportivo, a voler essere obiettivi, ci permette di attaccare il bicampione sardo. Lo lasciamo quindi festeggiare tra ichnusa e mignotte, tra una fetta di pecorino e un litro di cannonau, mentre prendiamo nota che anche il gasometro applaudiva.  Voto 10 e lode, parola di Francesco Amadori


Dinamo Tiuz
Il girone gli regala un accoppiamento non facile con gli Indiani Metropolitani, ma tiuz sa che in fondo la sua squadra può farcela... invece si ritrova vittima di un’eiaculazione precoce, andando in vantaggio e poi crollando quando ormai gli indiani ansimavano... Non gli era mai successo prima e non se lo riesce a spiegare, ma sono cose che capitano. Precipitoso. voto 6,5


Fantamaniacs
La squadra del clonatore folle si ritrova nel girone 6, che non risulta facile vista la presenza del presidente Jurij. I fantamaniacs comunque, anche perdendo lo scontro con Stoppardi per 2-0, si piazzano secondi nel girone, passando il turno con due ottime vittorie. L’unico problema del baca si chiama Sine, che allo scontro diretto vince di misura, ma Bittermann non riesce a fermare l’attacco del Ballanza Team, che rifila un 2-1 che basta a buttare IlcandidatoCTchestragasa fuori dalla ambita coppa Petrella. Sovraclonato. voto 6


FC Iuulenza
Nonostante un'uscita prematura ai sedicesimi, avvenuta peraltro in maniera abbastanza indegna, il team lombardo gestito da Huy23 meriterebbe un 10 solo per aver sbattuto fuori sin dai gironi quello sbruffone di Apples. Ma proprio per questo motivo ci priva di una delle pagelle piu succulenti che avremmo potuto sfornare. Quindi voto 5, anche perche' ora che ci pensiamo, le ha prese secche da Timber, mica dal Real Madrid. Meteora. voto 5


Fichialsoleimbottite
Signore e signori, tutti in piedi: la compagine ottimamente condotta da gasometrix è la rivelazione di questa edizione della Coppa Petrella. Fichialsoleimbottite aveva tutte le caratteristiche dei peones della competizione: poca esperienza, un solo campionato di X alle spalle, un vaso di coccio tra vasi di ferro. E invece, il coccio alle volte gasa. Gasometrix si presenta stravincendo un girone sicuramente non impossibile per qualcuno un pò più scafato, ma chiaramente ostico per uno gnubbo; non pago, rifila un sonoro 4-2 ai Leoni d’Africa del mod-Furiga, scatenando le gioie di Lucaparo e di tutti quelli col dente avvelenato contro i mod e facendo scappare a gambe levate i soliti pennivendoli proni al potere. Il suo sogno di gloria si infrange agli ottavi contro la corazzata Folkzanna, ma la sua Petrella gasometrix l’aveva già vinta. Rivoluzionario. voto 8


Folkzanna Team
Il più candido dei gasatori, forte di Aristotele e fratelli, non si strapazza troppo nel girone, non si spreme nei sedicesimi, non si scompone agli ottavi. Ma attenzione, tutto ciò perché non incontra avversari che possano minacciare il suo team quadratissimo, non certo per menefreghismo nei confronti della coppa: anzi, è proprio l’ardore, il nobile intento e una gran voglia di far bene che lo portano a disputare uno spettacolare quarto di finale contro mammuth. Entrambi vanno di AOW, entrambi totalizzano 326 stats, ma è il preistorico ad andare avanti.
Potenziale altissimo per questa squadra che, seppur entrata da poco nell’ambiente petrelliano, si conferma sempre più come un ostacolo difficilmente valicabile. Voto alto per il nostro folkzanna, unico assieme a Scarlino ad aver messo in difficoltà il vincitore finale. Candidamente tenace. voto 7,5


Grosseto City Ramblers
Rimane ancora un mistero come giocata sia riuscito ad approdare ai sedicesimi di questa XIII Petrella dopo aver esposto al pubblico ludibrio delle valutazioni da rigurgito, dei giardinieri da ribrezzo ma soprattutto l’originale 2-4-2 schierato nel secondo match del girone. C’è chi dice fosse un fottimente, ma era troppo semplice. Nonostante tutto lui è lì, nella metà buona della compagnia, e decide pure di fare (quasi) sul serio. Ne viene fuori uno spettacolare 5-4 con Bandula, che non premia i GCR ma che almeno sembra dare un senso positivo a questa trasferta palermitana. Sembra, perché in definitiva  giocata torna nell’oblio in cui è finito con un pugno di mosche e ricordi lontani di belle imprese. voto 5

Giallorosso star
Sesso debole un par di balle: sembra un paradosso ma è la sintesi del cammino petrelliano della nostra diggei siciliana. Dopo aver superato il girone senza troppi affanni concedendo i 3 pt. solo al volpone Sine, cacofonicamente la sicula scula sculacciando Stoppardi che trova conforto barricandosi in casa con montagne di LP dei Joy Division. Agli ottavi tuttavia Bandula le ricorda che Petrella e cavalierato non vanno molto d’accordo, rifilandole un impietoso 6-1. Probabilmente l’essere stata la castigatrice presidenziale aveva già placato il suo appetito petrelliano. Femme fatale. voto 7

Indiani Metropolitani
L’incompiuta. Ogni stagione Sante parte tra i candidati più accreditati alla conquista del trofeo, ma ogni anno c’è un intoppo che lo ferma. Forse gli indiani devono cambiare strategia di guerra, perché le giacche blu sono numerose come le cavallette e vincere una battaglia non significa aver vinto la guerra. Il consiglio a Lupo Grigio è di aspettare a stappare l’acqua di fuoco, non basta uno scalpo importante come la Dinamo Tiuz per vincere la Petrella. Bisogna essere consci che fino alla fine l’avversario avrà sempre più sete di vendetta. E magari sacrificare un bisonte alla cosca del lardo cremonese potrebbe essere un modo per coglierli impreparati. Geronimo. voto 7


Kalleidos
La vera sorpresa di questa edizione. Da sconosciuta squadra di decima, quella materasso, quella che tutti vorremmo nel nostro girone per schiaffeggiarla e avere tre punti sicuri in saccoccia, ad armata  un po’ niubba ma agguerrita, trascinata da un condottiero amante delle k e delle tastiere di gomma. La spunta ai sedicesimi con un po’ di aiuto della dea bendata, che però poi decide di prendere il primo volo per l’altrove e lasciare il povero kallos in balia di un druido dalla voglia matta di Petrella. 8 pere e a casa. Ma l’avventura è stata bellissima, la X al potere! voto: 8 (a 0)


Kalòs kai Agathòs
La ex gnak gnak& ndapukkiak è fra le sorprese positive di questa Petrella: a dispetto della rosa da ottava serie, la compagine follonichese ben figura, rivelando ottime capacità manageriali da parte di mellantibus ed un possibile futuro da pretendente per la coppa più ambita di hattrick Italia. Il girone eliminatorio è da incorniciare per lo spettacolo: fortunoso 5-3 contro il favoritissimo AC Magia, finalista della passata edizione; 4-4 contro la delusione costante Agliana, che rimane comunque una compagine di serie superiore; chiusura con un secco 6-0 contro gli Amici della Birra e girone superato in carrozza. Purtroppo per mellantibus, sulla sua strada si para Bluff Country. Troppa la differenza tra le due squadre, e la compagine toscana non può far altro che tornare in Toscana. Comunque a testa alta e con un radioso futuro davanti.
Danny Mellow. voto 7


lagnagna
Era partita bene nel girone pur crollando alla terza giornata, ed era attesa al banco di prova della matricola terribile dello stregone più gasante di Hattrick. Invece non si fa trovare per nulla, si nega a chiunque e l’unica fatica del druido è dover trovare un modo alternativo per smaltire gli effetti del Viagra... Neanche lontana parente della squadra che aveva mandato in bianco mammuth. Zitella altezzosa. voto 4


Leoni d’Africa
Vicenda controversa – quella dell'eliminazione di mod-Furiga da parte del niubbo gasometrix – che fornisce spunto per due ordini di riflessioni: da un lato la totale sottomissione di una stampa sempre più serva dei potenti, degradata a mero esecutore di leccaculismi vari ai poteri forti e incapace di rinfacciare ai poteri costituiti i loro fallimenti in Petrella; dall’altro lato un mod che si fa inculare da un tizio sconosciuto di decima.
Lascio a voi intuire quale dei due aspetti ha morbosamente monopolizzato la mia attenzione.
voto 4,5 e ci vediamo tra 7 settimane (alla prossima Petrella, intendo).


Maltenese
Un girone brillante, un sedicesimo poco impegnativo contro la squadra materasso di Padova, e un ottavo incerto che manda a casa il povero Errea anzitempo come ormai troppo spesso gli accade. Almeno stavolta evita la coniglite acuta cercando di giocarsela, ma si trova davanti un Daveth formato culdom che lo scaccia dall'elite petrelliana a calci nel sedere, bocciando il calcio difensivista e noioso del team salentino. Attonito e stordito, al patron ErreA non rimane altro che litigarsi la celebre zucchina congelata con il fido Lucaparo. Camomillo. voto 5


Raccattati Forelocks
Come si puo' pretendere di giudicare una squadra se alla prima partita che conta si fa sbattere fuori da Kallos (si avete letto bene, da kallos) come l'ultimo degli stronzi? Che voto si puo' mai dare ad un team che apparso al grande pubblico come il gemello competente dell'incompetente diegoth finisce per essere il bot della coppia? Il declino di Davor Nuna è ormai rapido e costante, e la squadra che prometteva gran calcio continua a rivelarsi per quello che è: il team di scorta di Scarlino. Deposto. voto 4


Real Canova
Il profeta dell’imprevedibile parte bene con un 4-0 rifilato a A.C. Xadhoom e un 4-1 contro Timber F.C. Subisce una brusca frenata nella terza partita del girone, pareggiando 3-3 contro cremo, ma questo non gli nega il primato del girone 8. Bach sembrava uno dei favoriti, molto quotato dai bookmakers per il raggiungimento delle semifinali, ma sulla sua strada ha trovato tippetErreA, che lo ha spedito a casa al primo turno delle eliminatorie con un 5-0 che non ammette repliche. Il profeta ha fatto vedere buone cose, ma quando era il momento di sfoderare le carte migliori si è ritirato. Dovrà consultare meglio i suoi aruspici se vuole ben figurare nella prossima Petrella. Insipido. voto 6


Real Festina
Parte alla grande, domina il girone ma appena arriva ai sedicesimi il dramma: Spam spritz non puo' essere incrociata prima delle semifinali. Ben sapendo che il team di Lucaparo non arrivera' mai a tale traguardo, Festina molla subito la presa, perche' per lui la Petrella senza la sua bambola gonfiabile non ha alcun senso, abbandonandosi mestamente al preciso serve&volley di Folkzanna, che chiude il set sul 6-1 mandandolo a casa mogio mogio. Minaccia di non partecipare piu', se non gli verra' data l'opportunita' di dare l'ennesima ripassata al povero Lucaparo. Sedotto (e abbandonato).  voto 5,5


Rocca petrosa del temporale
Le partecipazioni della Rocca ormai non si contano più, e la compagine di Don Carluccio può essere annoverata a buon diritto fra i grandi vecchi della competizione: a differenza dei grandi nomi, però, la Rocca rimane davvero grande solo nella scelta del nome, squagliandosi regolarmente come neve al sole appena i giochi si fanno duri. Questa edizione non fa eccezione, e all’ottimo girone eliminatorio non segue il definitivo salto di qualità. Nel girone, solo la Spam Spritz piega Don Carluccio, e tutti sanno quanto piegarsi possa essere pericoloso quando si è al cospetto di Lucaparo; ancora di più quando gli si voltano le spalle. Evidentemente provato dall’esperienza, Don Carluccio cede ai sedicesimi contro Annikilator: un 3-2 dove John Random mette il suo zampone, condannando la rocca all’eliminazione. Dopo tante partecipazioni, viene da chiedersi quando la Rocca compirà il definitivo salto di qualità.Godot. voto 6


Scarlino A.S.D.
La sconfitta nel girone contro Blue Steel pesa come un macigno. Perde la testa del girone, passa come secondo e incontra subito il preistorico. Sardinia no est italia, e infatti perde con il classico risultato all’inglese. Un 2-0 che se da un lato lancia la volata finale della Schicchi, rimanda prematuramente a casa una delle vittime più illustri dell’insulso sorteggio integrale. Restano valutazioni da far tremare i polsi, una Petrella infiammata in una stagione barbaramente violentata da JR, e la convinzione che, con un pizzico di buona sorte in più negli accoppiamenti, la Scarlino avrebbe sicuramente trovato posto tra le prime della classe. Tapino. voto 6,5


Spam Spritz
Dopo un girone in cui persino il capo ultrà Cristiano Malgioglio s'era illuso che questa fosse una squadra di calcio e non una delegazione del circo Togni, il fu bambola gonfiabile Lucaparo si mette in testa di schierare la formazione di persona anzichè fare come sempre, ovvero con i bussolotti. L'ovvia equazione è che mettendo in panchina il re dei niubbi, il risultato non poteva che essere una vittoria ai sedicesimi.Dell'avversario. Malgioglio non disperi: prima o poi tutti abbandoneranno, con un po' di pazienza e un'aspettativa di vita centenaria è capace che prima o poi anche la Spam spritz abbia il suo momento. Certezza. voto 4,5


Spartak Gonzo
La squadra di caricca è senza alcun dubbio fra le compagini storiche di questa competizione, pur non avendo mai messo le mani sulla coppa. Un pò come quegli illusi che continuano a sperare che prima o poi la loro “amica” si accorga di loro e la smetta di darla via a tutti i passanti, anche caricca deve sottostare ai capricci della perfida Petrella: dopo un ottimo girone eliminatorio, dove pareggia con il futuro campione mammuth e si impone per 4-3 contro Loss Eleven e 8-0 contro i carneadi di Generation Swine Sporting Club, il destino infido e baro gli mette contro i rivali cittadini Blue Steel. E qui emerge la natura femminile della Petrella ed il suo rapporto di amicizia da non rovinare con Caricca: pur meritando il passaggio del turno e almeno l’arrivo in terza base, la Petrella si getta tra le braccia di Otto. Blue Steel trionfa 6-1, il povero caricca verrà chiamato il giorno successivo per prendere un caffè. Amico. voto 5,5


Stoppardi
La maledizione della prima jdona. Pare quasi che la Petrella gli si ammutini contro anche quando sembra che Jurij abbia deciso di rinverdire i fasti e i risultati a suo tempo già ottenuti e, magari con un po’ di fortuna, arrivare fino in fondo. Ecco il nocciolo del problema: sarà il pessimismo cosmico, sarà il lamiafederazionehapersismo, saranno più probabilmente i continui rimandi ai Joy Division, ma madama fortuna proprio non ne vuol sapere di salpare con Stoppardi verso gli ottavi e oltre... Un vero peccato perché nell’edizione in cui risorgono in molti, un ritorno in pompa magna di Stoppardi sarebbe stato la ciliegina sulla torta. Ed invece ci si deve accontentare della magna pompa della signorina del terzo lampione. Jack Sparrow. voto 6


Timber F.C.
Si ritrova in un sedicesimo in cui la somma dei valori di entrambi i contendenti (lui e Iuulenza) a malapena sfiora il tasso alcolico di Antonino Maggiore. E il joker ne approfitta arrivando agli ottavi, un posto che non è da tutti. Come non sono da tutti i quarti, e in questo caso nemmeno da Timber, perché l’annikilator scarta il joker dal mazzo della Petrella con un perentorio 5-2. Comunque, in miglioramento. voto: 6+


Verm8
Il Verm8 è squadra da Petrella, su questo ci sono pochi dubbi. Nonostante la compagine follonichese militi appena in settima serie, riesce comunque a dare un senso alla propria stagione mettendo da parte scalpi nobili e avanzando in Petrella fino ad arrivare ai quarti. Il girone eliminatorio non riserva grosse insidie, e il buon Daveth soccombe solo contro Annikilator, passeggiando in allegria contro Xeneizes e la nonna di Beethoven ed accedendo così ai sedicesimi. Qui, la trasformazione: Daveth deve avere qualcosa contro il salottino bolognese, perchè la vista degli appartenenti al prestigioso ritrovo della Petrella bene lo infiamma più di Dudek alla vista dei colori rossoneri. Ai sedicesimi la Spam Spritz viene rispedita a Bologna con un 3-2 con orgia di centrocampo; dopo gli ottavi la Maltenese di Errea torna a casa a far compagnia al povero Lucaparo. Daveth ringrazia John in entrambe le occasioni e si presenta baldanzoso per la sfida contro Annikilator ai quarti. Ma ormai la furia antibolognese non c’è più, e il Verm8 cede di schianto: 3-0 e ritorno in toscana, comunque a testa alta.Cofferati. voto 7


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Non potendo l’utente inutile commentare (più per incapacità che per trapassanza)....

P.S. Alla vigilia della finalissima palermitana, già ribattezzata “The New Rumble in The Jungle” il sig. Utente Inutile è comparso in sogno al campionissimo mammuRospo77FigaDaNewYork.
Si consiglia di giocare il terno secco: 47 (morto che parla) – 35 (l’uccello) – 16 (il culo) sulla ruota di Trepalle (SO).
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Da parte del vostro caporedattorecapo bacarospo77 un grandissimo GRAZIE ai redattori stragasanti, sono orgoglione di voi e del lavoro da voi portato avanti per tutta questa edizione Petrelliana. Avete gasato a livelli alterrimi per tutti gli editoriali e a parte culopesantismi, assenteismi e sostituzionismi, tutto è andato per il meglio. E' stata la mia prima esperienza da caporedattoresupremo e sono contento di essere sopravvissuto e di aver avuto dei collaboratori del vostro calibro. Bravi.

Da parte della redazione tutta invece, un saluto ai lettori che hanno letto, commentato, apprezzato e disprezzato il nostro lavoro. Speriamo di aver allietato le vostre giornate e le vostre serate (oltre che quelle del papà di ChemicalFather). Vi aspettiamo sempre più numerosi alle prossime stragasanti edizioni. Se vi è piaciuto, cliccate su "Mi piace". 
Dove? dove minchia volete.
GAS APERTO, SEMPRE

martedì 21 febbraio 2012

Vota bacarospo77 ct: chiedi a 77 se non sai come si fa!

La Nazionale è in crisi a causa di un movimento separatista che minaccia di frantumarla. Il Monarca zagortenay, discutendo con i Maestri Jedi, sta cercando una soluzione alla crisi che non comporti la distruzione della Nazionale.


Intanto, bacarospo77 continua ad avere sogni sul destino della NT che continua ad essere maltrattata e irrisa, mentre Mod-Furiga scopre che è stato creato un imponente esercito di cloni che sarà usato per portare alla salvezza della Nazionale.
A complicare la situazione c'è anche il perfido regia5, il maestro sith di zorro33, passato ora dalla parte del male e alleato con l'ingorda e rediviva Federazione Darth Trader, il cui scopo è sovvertire Hattrick e impossessarsi per sempre della Nazionale.

Per fortuna il giovane Jedi bacarospo77 guiderà la controffensiva per salvare la NT, l’attacco dei cloni sta per avere inizio…

Ne parlano anche alcune testate on-line...


Votate bacarospo77, questo il link per arrivare direttamente alla votazione 

Gas Aperto, bacarospo CT!

giovedì 16 febbraio 2012

Finale - Coppa Petrella XIII

Seconda affermazione per il team sardo, che non lascia nemmeno le briciole all’avversario
IL BLUFF RIESCE SOLO A SCHICCHI:
COPPIA DI PETRELLE
mammuth dice di averlo piccolo a centrocampo ma poi propone valutazioni da superdotato

La coppa più prestigiosa, quanto mai bramata e ambita da tutti, trova infine il suo conquistatore in terra sarda. Le cronache, le emozioni, le curiosità di questo ultimo atto, ampiamente sviscerate in seguito, non sono però sufficienti a far passare in secondo piano la singolare anomalia che caratterizza quest’ultimo atto della competizione. Corre infatti una sola differenza tra la cavalcata trionfale di mammuth e una vittoria nella maratona olimpica……..nella seconda solitamente il vincitore piange DOPO aver tagliato il traguardo. Ma nonostante la cornice nella quale si inserisce l’ultimo scontro di questa edizione sia oscenamente intrisa delle lacrime versate dal preistorico durante tutte le fasi del torneo, i lucciconi fanno della squadra bagnata una squadra fortunata, facendo convolare a (seconde) nozze la Schicchi e Madama Petrella. Ne esce invece duramente sconfitto SirFly, che con un cammino encomiabile aveva portato la sua Bluff Country a giocarsi l’opportunità di scrivere il proprio nome nella storia della coppa, riscattando contestualmente un campionato sfortunato che lo ha visto retrocedere in VI° serie. Onore allo sconfitto dunque, e via ai festeggiamenti per mammuth che, misteriosamente dedito al pianginismo estremo nonostante il valore della sua Dinamo, con l’ultima prova di forza pone la ciliegina su questa coppa dominata, rincorsa, ed infine portata a casa.



Dinamo Schicchi - Bluff Country - La finalissima
La Trinacria si addobba a festa per il più grande evento che quest’isola abbia mai ospitato.
Signore e signori, è la finale della XIII edizione della Coppa Petrella. Dopo Greci, Fenici, Cartaginesi, Islamici, Aperitaviti, Normanni e Spagnoli, chi pianterà la sua bandiera e conquisterà Palermo? La Dinamo Schicchi del piagnucolante preistorico o il Bluff Country del nobile SirFly? Quello che è certo è che il gas è aperto, anzi spalancato. I gasometri sono impazziti da giorni e le motivazioni sono al massimo da entrambe le parti. Così tanta voglia di Petrella che un giretto in rosticceria è sembrato d'obbligo per i due manager: a Marco Caranfa, acquistato da SirFly per rimpolpare il suo reparto centrale, risponde mammuth con Boom, esplosivo difensore teutonico, e Almog, centromediano israeliano dal gran fisico e dall’alito assassino.  
I giocatori delle due squadre nello stretching pre-gara.
Becchi e bargigli per portarsi a casa la Coppa più ambita dell'intero mondo hattrickiano sono pronti.
Lo stadio che ospita la finale è ormai la seconda casa della Dinamo Schicchi, quell'impianto chiamato I Pecoroni che ha visto giocare ogni partita dei sardi in questa manifestazione. I rossoblù ormai ne conoscono ogni filo d'erba, ogni anfratto, ogni open bar.
Sir Fly McMai si presenta puntualissimo nel suo palchetto d'onore, ma deve presto abbandonare lo stadio per non meglio imprecisati impegni che pare riguardino carezze dispensate a orsetti dal pelo tenero e dal cuore grande, sacrifici umani di giovani giocatori e strani accordi con uomini scuri dall'aspetto inquietante e dalla presenza sfuggevole.
Invece, questa volta, mammuth c'è. Il bambolotto cinese dalla lacrima facile, che aveva fatto brutta mostra di sè nella semifinale vinta contro Bandula, sembra scomparso. Oggi la piangina la fa il maestro, che inizia subito a bluffare paventando un centrocampo merdesimo e un risultato largamente a favore di SirFly.
Chi non c'è sono i giornalisti dell'intera carta stampata e delle millemila televisioni collegate per l'evento; il risultato è una specie di oblio federale in cui si rincorrono voci incontrollate pazzesche: si dice che la Dinamo Schicchi stia vincendo per 20-0 e che abbia segnato anche Bento di testa su calcio d'angolo. Ci vuole parecchio tempo perchè la coltre di buio si apra e lasci intravedere il reale andamento della finalissima... Al 32° la Schicchi conduce per 1-0 con il gol di Calamandrei, un condizionale presente con il senso del gol, e piano piano si viene a sapere anche della traversa di Brogna in avvio, dei polli di Schicchi lasciati nel pollaio - ma entrati entrambi a cavallo della mezz'ora -, dell'infortunio al povero Edgado Pancrazi, fresco di nomina di Re per una notte e terzino Country, e dell’apparizione di una decina di scie chimiche.
Ora che i media riescono a raccontare la gara appare molto chiara la supremazia territoriale dei sardi, solidi dietro e pericolosi in avanti con un 3-5-2 collaudatissimo e difficilmente attaccabile. Il 2-5-3 di Bluff non trova le giuste contromisure e il risultato alla fine del primo tempo è 2-0, con la seconda rete di un grande Calamandrei.
Ormai appare evidente che ogni rito perpetuato da SirFly non ha avuto effetto contro le incredibili pianginate del preistorico e che l'incontro con l'uomo vestito di nero, se c'è stato, non ha avuto l'esito sperato. John Random oggi è lontano dalla Sicilia. Magari a casa sua. O imbottigliato sulla Salerno-Reggio Calabria. O in attesa di un traghetto per superare lo stretto. Potrebbe essere ovunque, anche dietro di te....ma non è a Palermo..
Nemmeno l'ingresso in campo di Gabriele Petrella risveglia più di tanto gli uomini di Country, ormai passivi e incapaci di superare la muraglia sarda. A piantare l'ultimo chiodo sulla bara di Bluff è Alexis Hascoët che al 79° sigla il 3-0 finale. Ormai i fazzoletti usati da mammuth per asciugare le finte lacrime di coccodrillo non si contano più, però ora sono lacrime di commozione per l’obiettivo raggiunto.
Con questa partita perfetta la Dinamo Schicchi si laurea così campione della XIII edizione della Petrella, la seconda per il mammuth. Un risultato straordinario, ampiamente previsto da tutti i bookmaker ma meritatissimo e dal sublime gasamento. Antonino dopo Timothy, è sempre un Maggiore a portare in trionfo la coppa. Questa sì che è tradizione familiare!
Onore anche a Sir Fly, un gran percorso il suo, partito in sordina e senza alcuna velleità, è terminato contro uno scoglio veramente arduo da superare. Ma oggi, nella terra che ha dato i natali ad Archimede, a Verga, a ‘Staminchia e a Pirandello, c'è un nuovo, grande personaggio. Da ricordare. Da applaudire. Mammuth, e la sua Dinamo Schicchi! Olè!




Re per una notte cronaca strappalacrime di una favola cibernetica
Venti Luglio duemiladieci.
La nostra storia di oggi non inizia tanti anni fa, tra culle e biberon, tra mamme vacche e turbe adolescenziali.
La nostra storia inizia il 20 Luglio 2010, alle 20:55 circa, e parte da un lurido catino bolognese, il Bottegon Arena, passando via etere per le tv di tutto il mondo sino a finire nel tubo catodico di un vecchio Mivar da 14", sudicio e sporco, messo sopra una cassetta di carciofi vuota in uno squallido monolocale della periferia Milanese.
Finisce nella topaia che da' un riparo al giovane Antonino Maggiore, un nome da bambino e un cognome molto, troppo ingombrante.
La tv trasmette il trionfo della Dinamo Schicchi, la definitiva consacrazione di uno dei piu' grandi talenti che abbiano mai calcato un campo da calcio: Timothy Maggiore, leggendario difensore, capitano e goleador dei sardi, alza al cielo il trofeo inseguito per un'intera carriera in mezzo al tripudio di tifosi, stampa, tv e avversari, andando a scrivere il suo nome nella ristretta cerchia di campionissimi del pallone che comprende i vari Maradona, Pele, Platini', Pozzi, Nainggolan e Cavani.
Antonino, fratello minore del campione rossoblu', ha sempre sofferto la classe cristallina del fratello, senza che anni e anni di terapia di gruppo tra fratelli sfigati riuscisse a cancellare il peso che un cognome del genere comporta.
L'infanzia tutto sommato felice e tranquilla del piccolo Antonino, figlio della casalinga Ines e del gestore di night Tinto, finisce all'eta' di 6 anni quando, durante una partitella di pallone nelle strade polverose di Nuoro, un bambino piu' grande lo irride gettandolo nello sconforto: "tanto tuo fratello Timothy è piu' forte di te, tu rimarrai solo una schiappa. E poi lo sappiamo tutti che tuo babbo è cornuto, e voi siete figli di Mammuth".
Antonino cade in depressione, e viene rinchiuso nella clinica "Fratelli sfigati", dove insieme a Ralf schumacher, Beppe Baresi, Ted Kennedy e Gino Siffredi, un giovane minidotato di Ortona, dove passa le giornate visionando filmati di Joaquin Larrivey, che grazie all'impegno e alla fatica è riuscito a liberarsi dell'ingombrante ombra del fratello Gabriel Batistuta diventando un fuoriclasse nella sua specialita', le gag su prato verde.
Timothy, nel frattempo miete successi nei campi e nelle ovaie di mezzo mondo, violando qualsiasi difesa o fregna che gli si para davanti, ignaro del momento difficile del piccolo Antonino, anche perche', per non rimanere distratto su brutti pensieri, è stato ingannato dalla madre Ines con il solito stratagemma del "tuo fratello sta bene, è in una comunita' Hippie delle barbados, fuma erba di prima qualita' e pratica l'amore libero con esseri umani e animali".
In realta', Antonino cerca faticosamente di rifarsi una vita in silenzio, tra cliniche e antidepressivi, tra lp dei Joy division e saggi di Vincenzo Mollica sul cinema d'autore, tra tribune elettorali a mezzanotte e un contratto da dilettante nella squadra meneghina Trezeworld, squadra bislacca che non aveva nessuna chance di garantire al piccolo Maggiore un futuro.
Ma il destino si sa, è beffardo.
Lo schianto terribile costringe la bandiera rossoblu al coma, con la vita appesa ad un sottile filo che la separa dalla morte, ma è proprio in quel momento che avviene la svolta.
Il resto è storia recente.
Passato un primissimo momento di sbandamento, il piccolo Antonino raccoglie l'eredità di Timothy in campo e fuori, siglando gol a valanga, pennellando chirurgiche punizioni al sette e ingravidando mezza sardegna; le stimmate di gasamento sono evidenti: in gol al suo esordio in petrella, infiammato come pochi sulla fascia, dedito all'alcool come e peggio del fratello, Antonino si carica la squadra sulle spalle in Petrella, in un crescendo di forma e prestazioni degne del vecchio Timothy.
I fratelli maggiore, ricevono la Coppa dal patron Sante.
Doppietta all'esordio, in gol nel decisivo match contro Loss Eleven, Antonino si esalta nei turni ad eliminazione diretta, con un gol ai siciliani di Magia negli ottavi, e due doppiette che sanno di sentenza nei quarti e in semfinale, contro Folkzanna e Bandula, che lo lanciano verso il trionfo finale e lo issano sull'altare degli eroi immortali, insieme al fratello, a Gengis Khan, a Pescosolido e Nargiso, a Schettino e Pippo Franco. Gol quasi sempre di rara bellezza, frutto di una precisione balistica vero e proprio marchio di Fabbrica della famiglia Maggiore, gol che fruttano la tanto ambita Petrella e la scarpa d’oro della manifestazione, rendendo il piccolo Antonino non piu’ fratello di Timothy, ma l’esatta metà di una storia leggendaria.
Il futuro ci dira’ se questa fantastica dinastia di campioni si fermera’ qui o no, ma noi immaginiamo gia’ di vedere un nuovo, piccolo grande Maggiore nei tanti campi polverosi di periferia, intento a spedire all’incrocio dei pali punizioni perfette.
Anche perchè, diciamocela tutta, con tutto quel seme disperso per l’Italia, siamo certi che la storia non sia finita qui.



L’angolo di Spettacoloss
Dove gasare è di casa
Diamo il benvenuto in studio a mammuth, neo campione di Coppa Petrella!
Innanzitutto complimenti! Già non è facile vincere la coppa Petrella una volta, ma fare il bis è riuscito solo a pochi utenti!

-Com'è stato vincerla una seconda volta?
Ti dirò, la prima volta non si scorda mai, fu totalmente diverso, molto più emozionante e appagante. La gioia è grande, sia chiaro, però non c'è paragone tra le due. Chissà come si è sentito il donz alla quarta vittoria...

-Descrivici il tuo giorno della finale.
Nottata agitata, prove su HO sino all'una e mezza e poi a letto. Sveglia presto, lavoro per 8 ore totalmente improduttivo perché ho passato la giornata a guardare aste e a rodermi dal dubbio: pollo o non pollo? alla fine è stato pollo, ma la finale non me la son gustata per nulla per colpa dei giornalisti bastardi che si son dati alla macchia..
-Come hanno preso la notizia le mignotte della zona?
Credo bene, ma non son sicuro, non riuscivano a parlare bene, forse avevano l'ugola impegnata in altre mansioni...

-C'è chi dice che l'hai vinta solo grazie alle piangine e perché non c'era il Donz. Cosa ti senti di rispondere a queste persone?
Avrei asfaltato anche il depor a questo giro. E la vittoria è più che meritata, due edizioni fa ero uscito in maniera incredibile pur essendo una schiacciasassi, diciamo che mi son ripreso quanto tolto da JR in passato.

-In che momento della stagione hai realizzato che eri in lista per la vittoria finale?
Da subito, ero cosciente della mia forza.
-Quale è stata la partita della svolta?
La vittoria contro Scarlino. Lì ho capito che non m'avrebbe fermato nessuno, anche se tutti avrebbero fatto l'impossibile per farlo.

-La Dinamo Schicchi ha sempre dato impressione di continuità. Qual è il tuo segreto?
Non lo so. Non curo il mercato, non curo troppo le tattiche, non alleno in maniera decente. Forse siete voi a dovervi fare delle domande...

-Come hai preparato la finale?
Con le lacrime, ovviamente.

-Cos'hai fatto quando è finita la finale?
Ho mangiato una pizza con patatine fritte + birrone.

-La prima l'hai vinta sotto il segno di Timothy, la seconda di Antonino, per la terza chi dobbiamo aspettarci?
Eh eh eh...chi lo sa, magari c'è già un piccolo Maggiore che batte i campi di provincia tirando punizioni perfette...
-A chi dedichi questa Petrella?
A tutte le gnagne del mondo, purché sdraiabili!
-Di’ qualcosa a Sir_Fly Mc_Mai, a Juri e a chi vuoi tu!
Vi ho proprio rotto il culo. Peccato non aver incrociato Stoppardi, sarebbe stata una mattanza!

Questo era mammuth, il vincitore della XIII Coppa Petrella! Buona serata Mondo!


IL MINI GASOMETRO DELLA PETRELLA

Quelli a Gas Spalancato
Kalleidos: serie alta non è sinonimo di prestazione assicurata in Petrella, ma di certo serie bassa va a braccetto con maggiori difficoltà. Ciononostante, il neopromosso in IX serie Kallos, tra culo, celodurismi e tastiere comprate al mercato delle pulci arriva agli ottavi e dimostra spirito di combattimento ed alto potenziale di gasamento. Sicura promessa.

annikilator: prestazione di altissimo livello e di gran valore per millikan, che sfiora una finale che probabilmente avrebbe anche meritato. Cammino ineccepibile, a volte un po’ fortunato, ma il maratoneta veronese impone il suo passo a cui nessuno riesce a star dietro... peccato inciampi in semifinale. Alex Schwarzer

A.C.Levo: Qualcuno diceva che dal letame nascono i fior… una buona metafora per la Petrella del druido. Parte con la vergogna fecale di non aver organizzato la prima partita del girone. 3-0 a tavolino e gas che pare sceso ai minimi termini. E invece no. Il celtico decide che da quest’inizio da letamaio crescerà un intero roseto. Seppellisce con due 4-0  Strada in Chianti e Folkzanna e si guadagna la fase finale, dove strapazza Lagnagna e non ha pietà per la sorpresa Kalleidos. Deve chinare il capo solo a Bluff Country, ma dopo aver dato vita ad una partita pazzesca da infilare dritta negli annali. Pozione appena un po’ insipida. Mago Merlino.


Quelli Effervescenti
Maltenese: l’inverno frizzantino e innevato risvegliano il miglior cliente della Segafredo dalla paura e dalla ritirata a gambe strette per non farsela addosso che l’aveva contraddistinto nelle precedenti edizioni. Una sfortunatissima partita blocca il sogno agli ottavi, ma torna a esprimere valutazioni e prestazioni che lo allontanano quasi definitivamente dal titolo di coniglietto. Quasi, perché gli mancano ancora due cose: continuità nelle prossime edizioni e il rinnovo del supporter. Attendista.

Fichialsoleimbottite:  lo si aspettava al varco dopo il modo con cui ha centrato la qualificazione, e lui dimostra subito di aver fatto proprio l’insegnamento del salottino bolognese offrendo all’altare commemorativa della Real Spritz uno scalpo che manda in estasi lucaparo. Il tutto dura la descrizione di un attimo, perché agli ottavi le prende secche ma la differenza tra lui e l’avversario era decisamente abissale. Ma sicuramente applausi di gente intorno a lui. Camaleonte


Quelli Sgasati
grosseto city ramblers: dov’è finito il giocata gran tattico e affezionato semifinalista di Petrella? Neanche il tempo di timbrare il biglietto dell’autobus Petrelliano che arriva la sua fermata: zona porto, bar “la brasiliana”, in compagnia di viados. Sparisce anche dalla partecipazione attiva in fed con la stessa facilità con cui un colpo di spugna toglie una goccia d’acqua dall’impermeabile. Lo preferivamo prima, tattico e spammone, così è più impresentabile di un vestito di Lady Gaga. Omino Bianco.

Raccattati Forelocks: l’occhio di J.R. vigila su di lui, ma ciò non toglie che avrebbe potuto fare di più, se perfino diegoth riesce ad arrivare allo spareggio promozione. Gasa a manetta nei panni del presentatore alle feste di laurea, ma in Petrella sembra un fuoricorso qualsiasi. Speriamo gli torni presto la voglia di partecipare più attivamente alla vita di fed e torni a celodureggiare in Petrella. Gerry Scotti

...il pagellone bolle in pentola. Tremate gasatori e sgasati!



Chudiamo l'edizione con una triste nota di cronaca
 ANSA – Palermo - L’autopsia sul corpo del sig. Inutile Utente conferma che il decesso è stato causato dai 77 colpi da arma da fuoco esplosi dalla polizia intervenuta in assetto antisommossa. Pare che l’oramai ex latitante si fosse recato allo stadio “i pecoroni Arena” di Palermo con l’intento di compiere una strage nel corso di un importante evento sportivo. Secondo indiscrezioni investigative, alla base del folle gesto ci sarebbe stata la volontà di assassinare un non meglio identificato sig. Schicchi ritenuto dall’Inutile unico responsabile dell’avvio alla prostituzione di un’attempata amica di infanzia rispondente al nome di Petrella Sonia. Di entrambe le fantomatiche figure più volte evocate dall’ex aspirante kamikaze durante i deliri che hanno preceduto la sparatoria, non si è naturalmente trovata alcuna traccia. - NI.Mo.

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Le donne, i gasator, l'arme, i bardi,
le traversie, i nobili intenti io canto,
che furo al tempo che passaro i sardi
Tirreno il mare, e in Coppa nocquer tanto,
seguendo l'ire avverso i Savoiardi
di Maggiore lor re, che si diè vanto
di emular il frate Timothy in Petrella
contro re Flavio, trevigiana stella.
Dirò di Fabio, che portante fa il pilone
lì nel mezzo, ben fedele al suo casato
Calamandrei, mito è sua Costituzione
Ben 2 le marcature che ha siglato
Se il buon Pupi col regal di Natalone,
al volgo insegna che bluffare l’è azzardato
lo sa bene pure il Flavio ch’è attristato,
pregustava già il colpaccio e fu fregato.

Piacciavi, generosa hattrickiana prole,
ornamento e splendor di coppa nostra,
Petrella, lucente come il sole
domata ai pié di Schicchi ormai si prostra.
Quel ch'io vi dico, e non bastan le parole:
gasar non basta e il Bluff ce lo dimostra;
importa avere John per commensale
poi cedere ad un pianto torrenziale.
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